Usa, il Dipartimento di Giustizia denuncia: “Infiltrazioni di hacker criminali della Corea del Nord in decine di aziende”

Sarebbero almeno 70 le aziende statunitensi infiltrate dagli hacker criminali legati alla Corea del Nord. Sequestrati oltre 180 computer e perquisite più di 40 abitazioni in Texas.

Nuovo allarme da parte del Dipartimento di Giustizia Usa sulle infiltrazioni da parte degli hacker criminali legati alla Corea del Nord nei confronti di numerose aziende statunitensi.

Lo stesso Dipartimento ha denunciato una rete di collaboratori americani che avrebbe aiutato agenti informatici nordcoreani a ottenere accesso ai sistemi aziendali, sottrarre dati sensibili e generare milioni di dollari. Due arresti e perquisizioni in oltre 40 abitazioni in Texas utilizzate come centri operativi per attività informatiche illecite.

Le autorità federali, inoltre, hanno sottolineato il sequestro di oltre 180 computer che le aziende americane avevano spedito a persone apparentemente appena assunte. In realtà, dietro alcune di queste si sarebbero nascosti operatori informatici nordcoreani soggetti a sanzioni internazionali. I quali, avrebbero utilizzato i dati personali rubati di cittadini statunitensi per ottenere incarichi lavorativi.

Almeno 70 aziende coinvolte e tre milioni di dollari trasferiti illecitamente

Le indagini indicano che almeno 70 aziende statunitensi – in diversi Stati – sarebbero state infiltrate. Le attività avrebbero generato circa 3 milioni di dollari attraverso fondi illeciti e operazioni fraudolente. Le società coinvolte appartengono a diversi settori, tra cui sanità, sicurezza informatica, commercio al dettaglio, telecomunicazioni e industria manifatturiera.

Sono mesi che si dibatte sul furto d’identità negli Usa, con la presenza di numerose “laptop farm” sul territorio americano. Si tratta di vere e proprie reti di computer fisicamente presenti negli Usa, ma controllate da remoto da operatori nordcoreani. Questo sistema permette ai lavoratori IT di simulare la propria presenza nel Paese e ottenere impieghi presso aziende statunitensi senza destare sospetti.

Il sistema si basa spesso su una rete articolata di identità contraffatte e credenziali sottratte. Gli operatori utilizzano indirizzi email credibili, profili LinkedIn falsificati e una presenza apparentemente autentica sui social network per superare le procedure di selezione e i controlli delle aziende.

Nord Contro

Un sistema sofisticato e altamente redditizio

Una volta assunti come lavoratori informatici da remoto, possono accedere alle reti aziendali e alle informazioni interne. In alcuni casi, il rischio non si limita al furto dei dati. Le aziende potrebbero subire successive richieste estorsive per evitare la divulgazione delle informazioni sottratte.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, gli operatori nordcoreani starebbero inoltre ampliando il ricorso a collaboratori americani, affidando loro un numero crescente di attività e, in alcuni casi, subappaltando interi incarichi a cittadini stranieri. Nel tempo sono state create delle società di comodo e conti finanziari con collegamenti a falsi lavoratori IT.

Grazie a questi conti, si procede a canalizzare milioni di dollari per poi trasferirli all’estero, aggirando le sanzioni internazionali nel caso nordcoreano.

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