Cybersicurezza, il monito della Polizia Postale: “Per proteggere i dati personali, aggiornare spesso i dispositivi”

Una serie di azioni della Polizia Postale per migliorare i livelli personali di cybersicurezza.

“Rimandare spesso gli aggiornamenti del telefono o del computer può facilitare i cybercriminali negli attacchi informatici e nel furto dei dati personali“, evidenzia la Polizia Postale. Un dispositivo non aggiornato può infatti avere vulnerabilità sfruttabili.

Il rischio non si limita all’accesso ai dati ma anche ai profili. In alcuni casi, gli stessi criminali potrebbero prendere il controllo del dispositivo senza che l’utente se ne accorga.

In questo senso è fondamentale utilizzare le versioni più nuove possibili del sistema operativo e delle varie applicazioni che si usano.

Le azioni da effettuare

Visto il rischio di frodi e l’elevata possibilità di colpire gli utenti direttamente sui loro dispositivi, come altri tipi di illeciti simili, la Polizia Postale ha redatto e pubblicato una serie di consigli. Consigli, che si basano su una serie di azioni da compiere. Nel dettaglio:

  • Controllare chi può accedere ai profili personali. In questo caso si deve entrare nelle impostazioni di sicurezza delle applicazioni di messaggistica, dei social network e della posta elettronica e verifica i dispositivi e le sessioni collegate. Se si trova un telefono, un computer, una sessione o un accesso sconosciuto, bisogna disconnetterlo immediatamente e cambiare la password.
  • Bisogna poi anche controllare che il numero di telefono e l’indirizzo e-mail utilizzati per il recupero dell’account siano i propri. Al contrario, modificare subito la password, verifica gli accessi recenti e rimuovi eventuali dispositivi sconosciuti.
  • Attivare l’autenticazione a due fattori. Aggiungere un secondo livello di verifica rende più difficile l’accesso ai tuoi account anche nel caso in cui qualcuno riesca a conoscere la tua password. Va attivata soprattutto per e-mail, social network, applicazioni di messaggistica e servizi che contengono informazioni personali o finanziarie.
  • Ricordare che la chat può essere un promemoria ma non è un archivio per i dati sensibili. Se qualcuno riesce ad accedere al dispositivo o all’account, potrebbe trovare anche tutto ciò che si è conservato al suo interno.

Oltre la privacy

  • Prestare attenzione anche a quello che si condivide. Evitare di inviare nelle chat password, codici di verifica, credenziali di accesso, fotografie di carte, dati bancari o informazioni relative a profili personali. Se uno dei dispositivi coinvolti nella conversazione venisse compromesso, quelle informazioni potrebbero essere lette e utilizzate da terzi.
  • Sulla privacy delle applicazioni, controllare periodicamente le impostazioni delle chat, dei social network, della posta elettronica e delle altre applicazioni di comunicazione. Si deve in questo senso limitare tutto ciò che può essere visualizzato da persone sconosciute e verifica quali dispositivi e applicazioni hanno accesso agli account.

“Rimandare un aggiornamento è un rischio“

“Un aggiornamento rimandato, una password condivisa o un dispositivo sconosciuto collegato al tuo account possono rappresentare un rischio per i tuoi dati“, ribadisce la Polizia Postale.

Dove segnalare gli episodi sospetti

Per segnalazioni e per ulteriori informazioni, ha ricordato la Polizia Postale, il riferimento da contattare è il sito. Qui, oltre agli aggiornamenti in materia, si potranno trovare tutte le indicazioni e i consigli per gli utenti, anche di carattere più generale.

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